Politiche Sociali |
Il tempo che viviamo ed i tempi della nostra quotidianità, le contraddizioni del benessere e gli eccessi di libertà, talvolta creano nuovi bisogni accanto a vecchie povertà ed emarginazioni. Ebbene, anche in una piccola città, le Politiche Sociale e Culturali, hanno il compito, da un lato di intervenire a sostegno ed in favore dei bisogni, dall'altro di stimolare e promuovere occasioni, luoghi di socializzazione ed obiettivi di crescita socio-culturale, di integrazione e promozione culturale. Il Comune e gli altri Enti preposti possono fare molto di più e debbono fare meglio, ma tanto hanno già fatto e continuano a fare gli Operatori del volontariato cattolico e laico, le Associazioni senza finalità di lucro, i Comitati di frazione e i gruppi amicali, tanti Cittadini, in maniera individuale. Tutto questo ti fa riscoprire il senso dell'appartenenza, di comunità. Ecco, allora sei più contento di essere figlio di questa città, di apprezzarne la qualità dei servizi e ri-scoprire di una pluralità di opportunità anche se i problemi, tanti e difficili, non mancano. In questi anni di esperienza politica ed amministrativa, in questi settori e in questi servizi insieme a tanti ex compagni di viaggio ed in particolare, a Vito Bosco e Nuccio Santoro, a Peppe Cicala, che non c'è più, e altri con i quali abbiamo e continuiamo in questi anni, in particolar modo quotidianamente a lavorare assieme, da Lea Scuderi a Massimo Candela, al più giovane: Giovanni Coppola, con piacere ricordo delle scommesse vinte: dall'apertura del Centro Diurno per Anziani al riconoscimento ministeriale della "Città sostenibile dei bambini e delle bambine", dalla "Casa di Riza" al "Sogno di Auteri" a S. Andrea, dagli impianti bocciofili di San Marco e Casalbianco a quelli sportivo-ricreativi di Capo delle Scale, Chiesanuova, Fico, Crocevie, Casalbianco, Crocci, Ragosia e San Marco, alla riapertura della Palestra di Misericordia, dal Parco giochi per bambini di Ragosia alla nuova Scuola di Bonagia, alle "millelire" pro-Solco del "Teatro San Barnaba" ed altri ancora. Ricordo anche dei risultati mancati, delle cose non fatte e di tante altre, ancora in cantiere, comunque, della voglia di esserci, insieme a tanti validi collaboratori, alcuni molto giovani, altri con i capelli già bianchi. Il tempo passa ed un tempo la parola d'ordine era: politiche e strutture per la terza età, innanzitutto. Da alcuni anni, insieme agli anziani pensiamo e ci preoccupiamo, oltre di chi sta peggio, anche dei cittadini più piccoli e più giovani: dai bambini agli adolescenti. E, col tempo, purtroppo, anche nuove povertà educative, culturali, ideali, nuovi pericoli e nuove emarginazioni, hanno ampliato l'area di intervento "tradizionale". Una volta l'anziano era considerato quale "fonte" di saggezza ed esperienza di vita della famiglia, oggi, in particolar modo nelle famiglie meno agiate rappresenta anche una "risorsa", ma spesso, rischia di diventare un "problema" se non autosufficiente o impossibilitato ad occuparsi dei nipotini. La globalizzazione accorcia le distanze ma, paradossalmente, può farci perdere di vista anche il nostro vicino, quello della porta accanto, o, peggio, alzare nuovi "muri" anche dentro casa. E noi che abbiamo la fortuna di riscoprirci in Europa, dobbiamo però anche preoccuparci di chi è venuto dal Sud o dall'Est sperando di scoprire anche una nuova "America". Ebbene, gli anni che verranno, ancor più abbisognano di scelte politiche coraggiose, bisogna scegliere, innanzitutto, da che parte stare: da un lato la libertà di farsi i "fatti propri" e vivere di un agiato e comodo egoismo, dall'altro, la consapevolezza e la volontà di impegnarsi guardando ad un orizzonte ancora lontano di giustizia sociale. Il nuovo Welfare State, licenziato dallo scorso Governo e fortemente voluto, fra gli altri dall'ex Ministra Livia Turco, è una scommessa che va difesa e migliorata, ogni giorno, con la collaborazione e l'impegno di tutti. La Valderice che verrà, sarà sicuramente migliore.
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